Nei giorni scorsi è stato portato a termine un eccezionale recupero di reperti subacquei nelle acque di Capoterra, dove il team di archeologi, guidato da Ignazio Sanna e Maurizia Canepa, ha recuperato tre enormi dolia, grandi contenitori di terra cotta dalla forma tondeggiante  di epoca romana, individuati già nel 2002.

I dolia venivano utilizzati duemila anni fa per il trasporto via mare di vino e granaglie e gli esemplari recuperati in Sardegna, con un diametro di circa 150 cm, hanno dimensioni davvero ragguardevoli.  Secondo gli studiosi, i contenitori potrebbero provenire da un naufragio e dalle prime indagini  pare che un quarto dolia mancherebbe all’appello mentre stanno riemergendo dalla fanghiglia anfore e brocche di epoca bizantina e numerose ceramiche.

La tecnica con la quale queste enormi giare sono state realizzate prevedeva un trattamento con resina anche all’esterno, il che fa supporre che siano stati pensati per un utilizzo nautico, la protezione serviva infatti e per evitare infiltrazioni di acque di sentina salate e comunque presenti nel fondo della nave all’interno dei contenitori.

L’indagine subacquea, condotta  dagli archeologi della Soprintendenza in collaborazione coi sommozzatori della Col sub, ora continua con la speranza di riuscire a scovare il relitto e i reperti recuperati Il sono ora stati trasferiti  nel laboratorio del Molo Sabaudo nel porto di Cagliari.