L’ISAF, acronimo di International Shark Attack File, è il database più completo che esista sugli attacchi di squalo registrati nel mondo a partire dal 1958 ad oggi. Ogni anno lo Smithsonian Institute, proprietario della banca data ospitata presso il Museo di Storia Naturale della Florida, diffonde i dati relativi agli attacchi dell’anno precedente e ad oggi sono stati analizzate informazioni inerenti a più di 3000 incidenti.

Pochi giorni fa è stato reso noto il rapporto 2014 durante il quale si sono registrati 130 casi di contatto fra uomo e squalo dei quali solo 72 sono risultati essere attacchi non provocati dagli essere umani, cioè un’aggressione che si è verificata nell’habitat naturale dell’animale senza che l’uomo abbia compiuto azioni di disturbo.

Il triste primato per il maggior numero di attacchi mortali va ancora una volta alla Florida dove hanno trovato 28 bagnanti sono stati aggrediti mortalmente, mentre nella maggioranza dei contatti i morsi non sono stati per fortuna letali.

Il 2014 ha visto una piccola riduzione di incidenti non provocati dall’uomo rispetto al 2013 quando si sono registrati 75 attacchi, e rappresenta il numero più basso registrato dal 2009 anche se la tendenza, dal 1900 in poi, è andata sempre in crescendo.