Si chiama Gerin (Gestione risorse naturali) ed è un progetto ambientale davvero innovativo che l’Area Marina Protetta delle Egadi sta portando avanti in collaborazione con l’Enea, scopo dell’operazione è il recupero dei resti di Posidonia oceanica accumulati sulle coste durante l’inverno e il suo reimpianto, con una nuova tecnica sperimentale, sui fondali dell’area marina protetta.
 
Il progetto, che nell’ambito del CoastExpo 2013 che si è svolto a Ferrara è stato premiato col Green Coast Award, è stato avviato quest’estate quando alcune sacche, costituite da stuoie vegetali realizzate in fibra di cocco, sono state riempite coi resti di Posidonia recuperati delle spiagge e immerse a 10 metri di profondità nelle acque di Cala Azzurra, un sito dove la prateria nel corso del tempo è stata quasi distrutta dagli ancoraggi delle barche.
 
La speranza degli studiosi è che i rizomi delle piante, impiantati nelle stuoie di cocco, possano attecchire e ricreare così l’antica prateria distrutta. Si tratta di un sistema innovativo, a basso impatto ambientale e dai costi contenuti e ora si tratta di aspettare e vedere se tutto andrà per il verso giusto, come i primi segnali incoraggianti lasciano sperare.