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Un squadra di subacquei composta dai sommozzatori della Protezione Civile e da Stefano Caressa, operatore subacqueo professionista, col sostegno dei Carabinieri di Grado, ha recuperato dai fondali al largo di Grado il timone di destra della coda del bombardiere Usa B-24 affondato durante la Seconda Guerra Mondiale e che oggi giace a circa 20 metri di profondità.
 
Grazie al numero di identificazione ben visibile sui resti recuperati è stato finalmente possibile identificare senza ombra di dubbio il relitto del bombardiere che, come ha dichiarato lo storico Freddy Furlan, autore di lunghe e scrupolose ricerche, apparteneva al 449th Bomb Group ed era pilotato da Howard Hanson. L’aereo fu abbattuto il 28 febbraio del 1945 dalla contraerea durante un’incursione nei cieli di Bressanone, riuscì ad arrivare fino al Golfo di Trieste e tentò l’ammaraggio, ma fra gli 11 membri dell’equipaggio non ci furono superstiti.
 
Per la prima volta nei giorni scorsi erano riemersi anche dei resti umani: Giuliano Felluga, subacqueo coordinatore dei volontari della Protezione Civile di Grado, aveva trovato, infatti, nei pressi del relitto dei frammenti di una scatola cranica, quasi certamente appartenuta a uno degli uomini d’equipaggio a circa 20 metri di profondità.