Non tutto il male viene per nuocere: potrebbe essere questa la morale della vicenda iniziata con un traffico di reperti archeologici e finita con la scoperta del relitto di un’antica nave romana nelle acque di Imperia.

Durante le indagini su un traffico illecito di anfore in Liguria e nel Nord Italia, condotte dai Carabinieri di Alassio in collaborazione coi colleghi subacquei di Genova, sono state infatti rinvenute in casa dei tombaroli delle carte nautiche che hanno condotto gli inquirenti proprio sul nuovo sito archeologico.

Il relitto, che risale probabilmente al III secolo d.C., giace ad una profondità di circa 50 metri nelle acque di Porto Maurizio e molto probabilmente si trattava di una nave da trasporto romana carica di vino ed olio. Conserva almeno una cinquantina di pregiate anfore e secondo la Sovrintendenza dei Beni Archeologici della Liguria si tratta di uno dei ritrovamenti più importanti mai effettuati nella regione, testimonianza del traffico di merci nel Mediterraneo in epoca imperiale.

Quasi certamente molte anfore sono andate irrimediabilmente perdute a causa dei traffici dei tombaroli, ma ora gli sforzi delle forze dell’ordine e della Sovrintendenza sono tutti volti allo studio di questa nuovo sito archeologico subacqueo e alla sua tutela e conservazione.