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È stato rinvenuto nelle acque della baia di Punta Scifo in Calabria il relitto di una grande nave romana risalente al III secolo d.C che si inabissò durante il trasporto di un enorme quantitativo di marmo: circa 350 tonnellate che sono venute alla luce insieme ai resti dell’imbarcazione lunga, secondo i calcoli, circa 40 metri.

Il marmo, una varietà proveniente dall’isola di Marmara in Turchia, era molto probabilmente destinato ad una delle grandi città dell’impero romano affacciate sul Mediterraneo occidentale, forse Roma stessa, e la ricostruzione basata su calcoli dell’ingegnere navale Simone Parizzi colloca questa nave da trasporto fra le più grandi imbarcazioni antiche mai rinvenute. Il comunicato stampa diffuso non riporta la profondità alla quale è avvenuto il ritrovamento, ma dalle immagini si può immaginare che non superi i 10-15 metri.

La campagna di indagini archeologiche sottomarine è stata condotta da un’equipe diretta da Carlo Beltrame dell’Università Ca' Foscari di Venezia e Salvatore Medaglia dell’Università della Calabria, studenti dell’ateneo veneziano e tecnici del gruppo Reitia di Conegliano hanno partecipato alle operazioni in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.

L’ente parco dell’’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto sta ora considerando la possibilità di realizzare un parco archeologico sottomarino per consentire ai subacquei l’esplorazione di questi incredibili reperti.