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È stata registrata al largo dell’Isola del Nord della Nuova Zelanda l’immersione record a –1250 metri effettuata da un esemplare maschio di verdesca che, seppur inconsapevolmente, ha battuto il record precedente di –1160 metri che apparteneva ad una femmina, sempre della stessa specie.

Lo squalo, che si è spinto così in profondità alla ricerca di un pasto a base di calamari, era stato dotato di un trasmettitore satellitare da un gruppo di ricerca dell’Università di Auckland, che stava effettuando uno studio sull’habitat e sulle abitudini migratorie delle verdesche della Nuova Zelanda.

«É insolito per gli squali immergersi così in profondità, di solito rimangono in acque superficiali a meno che non siano certi che spingendosi più in basso troveranno cibo» ha dichiarato Riley Elliott, uno studioso del gruppo di ricerca. Ora gli scienziati grazie anche ai nuovi metodi di studio e di ricerca che la tecnologia rende oggi possibili, sperano di accrescere le conoscenze sul comportamento e sulle abitudini degli squali, ancora in gran parte sconosciuti, e non escludono di avere altre sorprese …