In occasione del ritrovamento nel Lago di Garda del relitto del mezzo anfibio americano Dukw  è venuta a galla anche la questione legata all’abbandono dei cordini da regata sui fondali del lago: durante la campagna di ricerca per il ritrovamento del relitto, il Nucleo sommozzatori dei Volontari del Garda ha infatti rinvenuto molte vecchie cime di nylon che fluttuano sui fondali lacustri.

Come hanno spiegato i subacquei, si tratta di cordini utilizzati dagli organizzatori delle regate per posizionare le boe di virata tramite un corpo morto costituito generalmente da prismi in cemento che, invece di essere recuperati dopo la regata, vengono lasciati sul fondo del lago insieme al relativo cordino, lungo almeno 300 metri. A causa delle correnti, poi, queste sagole si attorcigliano e rimangono a fluttuare pericolosamente sul fondale e nella zona circostante il Duwk il sonar ha individuato almeno 50 oggetti che, dalle dimensioni, potrebbero essere proprio blocchi di cemento abbandonati.

Si tratta di un’abitudine potenzialmente molto pericolosa per i subacquei, che corrono il rischio di rimanere intrappolati in questi indistruttibili cime di cemento, ci si augura quindi che tutti i circoli velici comincio a recuperare sia i cordini che i corpi morti utilizzati per le regate.