Tutti abbiamo sentito parlare dell’Acqua Gym, ginnastica acquatica ormai popolare e praticata in tutte le piscine, ma al contrario lo Scuba Gym è invece una disciplina giovane e certamente meno nota.

Nata poco più di una decina d’anni fa dalla collaborazione di Benito Augurelli, di Free Shark, e Pasquale Longobardi, direttore del Centro Iperbarico di Ravenna, questo particolare tipo di ginnastica è stato concepito come un nuovo metodo idro-aerobico particolarmente adatto a persone in sovrappeso, donne in gravidanza, anziani e a tutti coloro che soffrono di dolori alle articolazioni.

In acqua si annulla il proprio peso, ma aumenta la resistenza al movimento e i muscoli devono compiere uno sforzo triplo rispetto a quello richiesto fuori dall’acqua. Nel contempo, però l’acqua aiuta a disperdere l’eccesso di calore e la quantità di ossigeno inspirata è maggiore, due fattori che consentono di sentire meno la fatica e lavorare così per un tempo più lungo. L’aumento di ossigeno immesso nell’organismo ha inoltre degli effetti benefici sull’apparato digerente, sull’apparto cardiocircolatorio, nella prevenzione dell’invecchiamento cellulare e anche sul controllo dello stress.

Esistono inoltre due tipologie di attrezzi realizzati per lo Scuba Gym, quelli di resistenza, in grado di aumentare l’intensità dello sforzo, e quelli di galleggiamento il cui scopo è invece quello di aumentare l’intensità del carico richiedendo nell’uso una forza in grado di vincere la tendenza al galleggiamento.

Dal 2001 esiste a Bologna l'Associazione Scuba Gym il cui scopo è la promozione e la divulgazione della ginnastica in acqua e per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito dell’associazione.