Un numero sempre crescente di donne arabe reclama il diritto ad immergersi nelle acque del Mar Rosso senza l’ostacolo di dover richiedere un permesso speciale alla Guardia Costiera che al momento non permette loro di dedicarsi alla subacquea se non accompagnate dal mahrams, il guardiano maschile che la tradizione araba prevede per le donne.

Nonostante il costo altissimo dei corsi di subacquea a loro dedicati, sempre più donne si stanno infatti appassionando alle immersioni e negli ultimi 10 anni molte hanno ottenuto il brevetto all’estero, ma una volta tornate in patria si sono trovate nell’impossibilità di dedicarsi a questo sport.

Ora da parte delle pochissimi donne istruttrici presenti in Arabia Saudita arriva la richiesta di creare diving femminili dove le donne possano immergersi senza il bisogno di essere accompagnate e senza le difficoltà che potrebbero sorgere nell’indossare l’attrezzatura in presenza di uomini.

L’emancipazione delle donne arabe passa dunque anche attraverso la subacquea