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Sarebbero le attività umane, e non i cambiamenti climatici, la principale causa di devastazione della barriera corallina dell’Oceano Indiano meridionale che un tempo, con più di 6000 specie censite, era uno dei mari più ricchi di biodiversità.

Il prof. Jens Zinke, dell’ Università dell’Australia Occidentale, che ha esaminato la barriera corallina di Grand Recif of Toliara a sud ovest del Madagascar, ha rilevato come rispetto agli anni ’60 e ’70 l’ambiente sia ormai totalmente distrutto a causa dalla pesca eccessiva e delle altre attività umane.

La deforestazione dell’entroterra e la perdita dei terreni fertili ha infatti causato una imponente migrazione verso il mare col conseguente sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche e secondo i ricercatori anche le zone a protezione totale non hanno apportato alcun beneficio alla conservazione dell’ambiente.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Ecology and Society ed è disponibile a questo link.