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Il «Siberian Times» ha riportato la notizia di un importante ritrovamento avvenuto nei fondali del Lago Labynkyr, nella regione della Sakha-Yakutia, nella Siberia Orientale.

Durante la missione, organizzata dall’Università Statale della Yakutia con lo scopo di filmare il fondo del lago e raccogliere campioni di acqua, flora e fauna, una dozzina di subacquei si sono immersi nelle gelide acque del lago, sfidando le rigidissime temperature invernali.

Grazie all'utilizzo dello scanner subacqueo, sono così venuti alla luce dei resti ossei e una mascella che, secondo alcune ipotesi, potrebbero appartenere alla misteriosa creatura della cui esistenza si è trovata traccia nelle testimonianze del geologo di epoca sovietica Viktor Tverdokhlebov il quale negli anni ‘50 scriveva nei suoi rapporti: «Abbiamo fatto ogni tipo di ipotesi circa il tipo di creatura: un luccio gigante, un antico rettile sconosciuto, un anfibio. Non abbiamo però trovato elementi che confermino o smentiscano queste nostre ipotesi». Gli studiosi esamineranno dunque ora queste ossa per capire a quale animale appartengano.

Anche grazie a questi ritrovamenti, il Lago Labynkyr ha la fama di essere uno dei luoghi più misteriosi al mondo, le sue acque, anche a temperature di –60°C, non congelano mai completamente, la sua profondità media è di 52 metri, ma è stata individuata sul fondo una fessura che raggiunge gli 80 metri di profondità.

Di certo c’è che mai nessuno fino ad ora si era immerso nelle gelide acque di questo lago siberano che si trova a 1200 metri di altitudine in uno luogo riconosciuto come uno dei più freddi sul pianeta e proprio per questo i subacquei che hanno compiuto questa impresa sperano ora di entrare nel Guinnes dei Primati, durante l’immersione, infatti, si sono registrate delle condizioni ambientali davvero proibitive con temperatura dell’aria a –42°C e temperatura dell’acqua 2 C°.