Arriva da Casio una novità che presto potrebbe permettere ai subacquei di parlare durante un’immersione subacquea, quasi come se stessero scambiando quattro chiacchiere al bar.

Si chiama Logosease questo dispositivo presentato qualche giorno fa dall’azienda giapponese e che potrebbe mandare in soffitta la maschere gran facciali, sino ad oggi l’unico costoso mezzo che consentiva di parlare sott’acqua.

Logosease è una ricetrasmittente piccola e compatta dal peso di 108 grammi, è munita di fascette che consentono di fissarla al lato della testa e in questa posizione il dispositivo è in grado di captare la conduzione ossea, cioè le vibrazioni prodotte dal cranio mentre si parla e il microfono può così registrare e trasmettere ciò che il subacqueo sta dicendo.

Visto che il subacqueo parla con l’erogatore in bocca, c’è da immaginare che la qualità del suono non sarà troppo elevata, così come le parole potranno essere confuse, ma certamente questo dispositivo promette di essere un buon punto di partenza per lo sviluppo della comunicazione subacquea. Logosease, infatti, modula e interpreta le parole grazie ad una tecnologia digitale di conversione vocale sviluppata da Casio in collaborazione col professor Tetsuo Kosaka della Yamagata University Graduate School of Science and Engineering che facilita l’ascolto delle consonanti n, m, b e p, le più difficili da pronunciare durante un’immersione a causa del naso chiuso dalla maschera e dall’erogatore posizionato in bocca.

La comunicazione viene trasmessa tramite ultrasuoni, come già accade nelle maschere gran facciali, che vengono raccolti e riprodotti dal dispositivo indossato dall’altro subacqueo, sarà possibile poi cambiare modalità passando da ricezione a trasmissione semplicemente schiacciando un pulsante.

Un prototipo è stato presentato nei giorni scorsi al Diving Equipment and Marketing Association Show che si è svolto a Las Vegas, per ora non sono ancora disponibili informazioni sulla disponibilità e sul prezzo di acquisto per il pubblico.