Nei giorni scorsi le acque di Avola, in provincia di Siracusa, sono state teatro di un ritrovamento subacqueo eccezionale e del tutto fortuito, protagonista un militare della Guardia di Finanza che, durante delle operazioni di routine, ha notato alcuni detriti di ferro e legno.

Ad una prima indagine preliminare, i reperti recuperati pare possano appartenere ad una nave della flotta spagnola che nel 1718 combatté contro gli inglesi al largo di Siracusa lungo coste della Sicilia sud- orientale in quella che è passata alla storia come la Battaglia di Capo Passero, nella quale alla fine gli spagnoli, con 7 navi perse e 16 catturate, furono costretti a capitolare.

Sui fondali ora sono stati rinvenuti 5 cannoni dalla lunghezza di oltre 2 metri con relativi carrelli risalenti alla fine del 1600 e l'inizio del 1700, e quindi compatibili con la data della battaglia di Capo Passero, e altre armi da fuoco più piccole.

I ricercatori subacquei hanno iniziato le operazione di recupero ad una profondità di circa 6 metri al largo di Avola e nell’esplorazione dei fondali sono stati coinvolti anche il Nucleo Sommozzatori della Guardia di Finanza di Messina e due motovedette in stretta collaborazione con l'equipe di archeologi subacquei guidati dal sovrintendente Sebastiano Tusa.