A Canberra, nell’Australia occidentale, le autorità hanno detto stop alle immersioni dentro le gabbie organizzate per provare il brivido di vedere da vicino il grande Squalo Bianco, uno dei predatori più feroci del nostro pianeta. Le autorità hanno introdotto un nuovo regolamento che ha vietato questa pericolosa pratica dopo che lo scorso anno, da marzo a settembre, si sono registrati ben 4 attacchi mortali nelle spiagge della regione.

La mancanza di luoghi in cui gli squali si possano incontrare naturalmente ha costretto negli anni gli operatori subacquei locali ad attirare i grandi predatori attraverso esche che però hanno avuto sugli animali l’effetto di cambiare le loro abitudini predatorie spingendoli in acque che normalmente non frequentano.

Il Comitato scientifico del Commonwealth, infatti, in uno studio condotto nei siti dell’Australia Occidentale dove sono utilizzate le shark cage, ha scoperto che gli squali bianchi presenti nell’area di studio hanno modificato il loro comportamento per ridistribuirsi nelle aree di adescamento dove è più facile trovare cibo.

«A causa dell’aumento degli incidenti, negli ultimi 4 anni abbiamo investito ben 14 milioni di dollari per garantire la sicurezza delle spiagge – ha dichiarato il Ministro per la pesca Norman Moore – ma il governo ora non può più consentire attività che mettano deliberatamente in pericolo la vita delle persone. Per questo abbiamo deciso di vietare le immersioni con le gabbie».