In alcune parti del mondo la possibilità di essere attaccati da uno squalo costituisce un pericolo reale soprattutto per surfisti e bagnanti, ma ora un chimico americano pare abbia trovato il metodo per tenere questi predatori lontani dalle spiagge ed evitare che rimangano intrappolati nelle reti e negli ami utilizzati per la pesca.

Eric Stroud, infatti, dopo anni di ricerche ha intuito che i campi elettromagnetici pare funzionino come un vero e proprio repellente naturale per gli squali e, partendo da questa scoperta, ha proseguito i suoi studi presso i laboratori di biologia marina di Bimini, alle Bahamas. Ha così constatato che in effetti gli squali sono particolarmente sensibili alle variazioni dei campi elettromagnetici probabilmente a causa delle Ampolle di Lorenzini, gli organi che permettono loro di orientarsi in base al campo magnetico terrestre.

Secondo Strout le calamite sarebbero in grado di mandare in tilt le Ampolle di Lorenzini spingendo lo squalo ad allontanarsi il più possibile dalla fonte del disturbo. Dopo i primi risultati incoraggianti, bisognerà però ora attendere che gli studi confermino la correttezza di quest’ipotesi.