Grazie all’impiego dei satelliti un gruppo di ricercatori del Wildlife Conservation Society, dell’Università di Exeter e del Governo Messicano è riuscito per la prima volta a seguire gli itinerari delle mante attraverso gli oceani.

«La vita di questi giganti dei mari, così come le loro abitudini, rimangono a tutt’oggi in gran parte sconosciuti – ha dichiarato Rachel Graham, capo della ricerca – Tuttavia i dati che abbiamo raccolto gettano un po’ di luce su questi animali così misteriosi e potrebbero essere utili nell’individuazione di una strategia efficace per la loro conservazione».

Per la raccolta delle informazioni i ricercatori hanno applicato dei ricevitori satellitari ad un campione di mante intercettate nelle acque della penisola dello Yucatan «Alcuni di questi animali hanno percorso più di 100 chilometri in soli 13 giorni – hanno detto i ricercatori – spendendo la maggior parte del loro tempo in acque costiere piene del cibo di cui si nutrono, plancton e uova di pesce».

Gli studiosi hanno anche scoperto che purtroppo le acque nelle quali amano muoversi le mante rientrano solo in minima parte in zone protette e questo le rende vulnerabili ai pericoli che possono arrivare da pescherecci e navi.

Nonostante l’aspetto di questi animali possa incutere timore, al punto da aver fatto loro guadagnare l’appellativo di Devil Fish, le mante sono totalmente innocue per l’uomo, prive anche del pungiglione di cui sono dotate invece le razze, ma rimangono fondamentali per l’ecosistema marino. Aumentare le nostre conoscenza su questi animali potrà certamente aiutare a proteggerli e tutelarli in modo efficace. I risultati dello studio sono disponibile su PloS ONE a questo link