Il 5 e 6 maggio si è svolto, a Long Beach in California, lo Scubashow 2012, una delle più grandi esposizioni dedicate alla subacquea a livello mondiale. In questa occasione Dan Orr, Presidente del Dan (Divers Alert Network), l’organizzazione che dal 1983 in tutto il mondo fornisce assistenza ai subacquei in difficoltà, ha presentato i risultati di una ricerca riguardante le principali cause di incidenti subacquei analizzando i dati relativi a 1.000 incidenti mortali accaduti nel corso del 2011 in tutto il mondo.

Dai dati analizzati è emerso che nel 50 % dei casi le vittime sono persone di età compresa tra i 40 e i 59 anni «Da questo dato deduciamo che la comunità dei subacquei sta invecchiando – ha commentato Orr – una ventina di anni fa l’età media di un membro del DAN era di 38 anni, oggi invece è di 45 »

Il 28% degli incidenti è correlato a problemi cardiaci, dato che sta ad indicare che quasi certamente, prima del malore fatale, si sono presentati sintomi che dovevano mettere in allarme il subacqueo. Col crescere dell’età media dei subacquei, purtroppo questo dato è destinato a salire, ma per prevenire questi incidenti sarebbe sufficiente dare il giusto peso ai segnali che precedono l’arresto cardiaco e correre subito ai ripari evitando in ogni caso di immergersi e cercando di convincere le persone che presentano sintomi sospetti a non effettuare l’immersione.

Un altro dato significativo ci indica che ben l’88% degli incidenti accade durante la prima immersione all’inizio di una vacanza e, oltre ai problemi cardiaci, la principali cause riscontrate sono state le seguenti: 41%, mancanza d’aria o miscele; 15%, intrappolamento; 11%, problemi all’attrezzatura; 4%, traumi; 3%, problemi di assetto e galleggiamento; 2%, immersioni con miscele di gas inappropriate durante immersioni tecniche.

Dai dati si deduce quindi che gli incidenti mortali sono causati, nella maggior parte dei casi, da un errore umano e spesso purtroppo la mancanza di addestramento o di manutenzione all’attrezzatura può davvero essere fatale. Essere sempre consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti è fondamentale al fine di evitare problemi in immersione e anche la forma fisica non è da trascurare visto che dalle statistiche emerge chiaramente che i sub più anziani o in soprappeso sono quelli che corrono i rischi maggiori.

Il numero di incidenti subacquei che si verificano ogni anno è rimasto pressoché invariato durante gli ultimi 20 anni, ma è necessario non abbassare la guardia e non sottovalutare mai i rischi che si possono correre anche durante la più semplice delle immersioni.