Fra poche settimane il governo australiano potrebbe approvare la costruzione del più grande porto destinato al commercio di carbone mai realizzato al mondo che dovrebbe essere realizzato proprio nel mezzo della Grande Barriera Corallina australiana, una delle più belle e vaste del pianeta. Si tratterebbe dell’ennesimo provvedimento ad altissimo rischio ambientale del governo australiano, dopo che nei mesi scorsi sono state avviate la produzione di gas e la realizzazione di impianti portuali nell’Isola di Curtis, un paradiso naturale patrimonio mondiale dell’umanità.

Ora l’UNESCO ha deciso di controllare cosa sta succedendo e ha inviato nei giorni scorsi una missione di monitoraggio e controllo per verificare lo stato di salute della Grande Barriera Corallina.

La missione ha visitato anche le zone urbane, industriali e portuali adiacenti alla barriera e i delegati dell’UNESCO hanno incontrato  gli scienziati australiani che contribuiscono alla gestione dell’enorme patrimonio ambientale del continente australiano per ascoltare anche la loro voce. Il rapporto della commissione sarà pubblicato a maggio.