Si è svolta a Manila dal 23 al 26 gennaio la Global Conference on Land-Ocean Connections (Gloc), una quattro giorni di incontri fra scienziati, esperti e politici, l’obiettivo era discutere i problemi più urgenti dell’ambiente marino e dell’economia marittima con particolare attenzione al  Global Programme of Action for the Protection of the Marine Environment from Land-based Activities (GPA), il programma di protezione del mare che fu lanciato nel 1995 durante una conferenza a Washington dove 108 paesi e la Commissione Europea si impegnarono ufficialmente per la protezione dell’ambiente marino dagli effetti dannosi delle attività umane.

I lavori si sono conclusi con l’emanazione di una Carta salva Oceani, un documento in 16 punti ha delineato una strategia che entro il 2016 dovrà essere avviata da tutti i paesi che hanno aderito all'accordo. In queste nazioni dovranno quindi essere redatte direttive precise per l' utilizzo dei fertilizzanti, quali l'azoto ed il fosforo, e i governi si sono impegnati inoltre ad elaborare una strategia comune per contribuire a migliorare la qualità di vita della comunità costiere messe a rischio dalla perdita di biodiversità, dagli effetti degli inquinanti organici persistenti e dagli effetti dell'acidificazione degli oceani.

Il documento integrale, sottoscritto da 65 paesi e dai rappresentanti della Comissione Europea, si trova a questo link,  e la dichiarazione farà parte dei documenti che verranno portati alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, Rio+20, che si terrà a giugno.