Nonostante l’effetto della pressione subacquea e altre sollecitazioni che potrebbero favorire l’insorgenza di mal di testa, i subacquei professionisti parrebbero in realtà meno predisposti agli attacchi di emicrania e cefalee rispetto alle persone che lavorano in superficie.

Questo è quanto emerge da uno studio svolto da un team di studiosi italiani e pubblicato sulla rivista Headache, nel corso della ricerca il numero di attacchi di mal di testa di 201 subacquei professionisti sono stati confrontati con quelli di un gruppo di uomini che non si erano mai immersi ed è così risultato che i subacquei sensibili a questo tipo di dolore erano il 30% in meno rispetto al gruppo dei non subacquei.

Anche se i risultati sono limitati ad un piccolo campione, il dott. Di Fabio, capo del progetto, pensa che potranno essere utili per conoscere meglio gli effetti delle immersioni sul corpo umano, ancora in parte sconosciuti «Le buone condizioni di salute generale dei subacquei potrebbero essere una delle cause della bassa percentuale di mal di testa ma potrebbe anche essere l’immersione a fornire, in qualche modo, una sorta di protezione» – ha ipotizzato Di Fabio aggiungendo -«L’esercizio potrebbe aiutare il cervello ad essere meno sensibile allo stress e di conseguenza a non cogliere gli stimoli che conducono normalmente al mal di testa». Le ricerche, quindi, continuano.