John Franklin fu un celebre esploratore inglese che scomparve nel 1845 nella Baia di Biffin, nell’Oceano Artico: insieme al suo equipaggio si era imbarcato dall’Inghilterra per una spedizione alla ricerca del leggendario Passaggio a Nord Ovest dalla quale nessuno fece più ritorno.

La sorte dei 134 uomini che facevano parte della missione è rimasta per decenni un mistero, secondo l’ipotesi oggi più accreditata pare che morirono tutti intossicati dal piombo dei contenitori dove era conservato il cibo.
Solo lo scorso anno sono stati ritrovati al largo dell'Isola Banks nel Mare di Beaufort i resti di una delle navi che faceva parte della missione; qualche mese fa gli archeologi sono ritornati sul relitto per continuare le ricerche e le loro scoperte sono state stupefacenti.

Incredibili manufatti, fra i quali scarpe e moschetti, giacevano sul ponte della nave sparsi sul fondale sabbioso a una decina di metri di profondità, il team composto da sei subacquei ha effettuato più di 100 immersioni alla luce del pallido sole di mezzanotte che illumina queste zone durante il mese di luglio e, in acque la cui temperatura non superava i 2 gradi, hanno recuperato 16 reperti congelati nel tempo nell’Oceano Artico e molti altri tesori potrebbero ancora nascondersi fra i resti delle navi di Franklin.

La posizione delle navi scomparse è rimasta sconosciuta per più di 150 anni, questa è infatti una delle aree più inaccessibili e inospitali del pianeta, ma quest’anno l’estate è stata clemente e ha permesso ai subacquei di iniziare l’esplorazione del relitto.

La spedizione del Capitano Franklin continua.