Alle Bahamas è in corso una vera e propria invasione. I Lionfish, meglio conosciuti da noi come Pesci Scorpione, si stanno diffondendo nel Mar dei Caraibi in modo incontrollato e minacciano seriamente la sopravvivenza dell’ecosistema marino.

Il Pesce Scorpione è una specie nativa del Pacifico e dell’Oceano Indiano ed è ben noto ai subacquei per la caratteristica coloritura a strisce e le minacciose spine velenose da cui bisogna tenersi alla larga. La loro introduzione nelle acque della Florida, che risale ai primi anni ’90, è da imputare probabilmente ad incauti proprietari di acquari domestici e da allora questa specie si è diffusa in gran parte del mar dei Caraibi e a nord lungo la costa fino al Rhode Island.

Contrariamente a quanto accade nei mari d’origine, qui questi pesci voracissimi non hanno predatori naturali e ad oggi sembra molto difficile riuscire a contenere la loro invasione, ma grazie a un nuovo piano di investimento triennale da 700.000 dollari della National Science Foundation , sotto l’egida dell’American Recovery and Investment Act, e con l’aiuto degli scienziati dell’università statale dell’Oregon, si sta cercando di affrontare la crisi.

Negli studi condotti sino ad ora sulle piccole barriere coralline delle Bahamas è stato osservato che un solo esemplare di Lionfish può ridurre la popolazione ittica di circa il 79% in sole 5 settimane e un pesce adulto può mangiare fino a 20 piccoli pesci in solo mezz’ora.

A parte la scomparsa rapida e immediata della vita marina, la perdita dei pesci erbivori costituisce un grave pericolo anche perché le alghe, la cui crescita sarebbe a questo punto incontrollata, rischierebbero di travolgere la barriera corallina e rompere il delicato equilibrio del sistema.

Speriamo che gli scienziati riescano presto a trovare il modo di fermare questa minaccia causata, come purtroppo spesso accade, dall’essere umano.