Dove si rischia di più e come ci si difende

In Florida si è registrato il maggior numero di attacchi non provocati degli ultimi anni. A livello mondiale, il numero di attacchi non provocati rimane stabile: la media è di 63,5 casi

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Superscuba.it - In Florida si è registrato il maggior numero di attacchi non provocati degli ultimi anni, in particolare nella contea di Volusia, molto celebre per il surf; altre zone della Florida dove si sono verificati incidenti sono state St.Johns (3), Duval (2), Brevard (1), e Martin (1).

A livello mondiale, il numero di attacchi non provocati rimane stabile: la media è di 63,5 casi all’anno e le ragioni di questo livello costante possono essere molteplici:

1. Le zone dove è più facile che si verifichi un contatto uomo-squalo sono meno frequentate. La crisi economica ha infatti ridotto il numero di turisti e anche le condizioni meteorologiche hanno giocato a sfavore; la costa orientale degli Stati Uniti, infatti, è stata colpita fra il 2004 e il 2006 da un gran numero di tempeste tropicali.

2. Ci sono meno squali. In tutto il mondo la pesca eccessiva ha ridotto la popolazione mondiale di squali e ora molte specie sono a rischio di estinzione.

3. Gli essere umani hanno forse imparato a ridurre i rischi di un incontro ravvicinato con gli squali: la copertura mediatica su questi eventi è sempre molto alta ed è possibile che questo abbia in qualche modo sensibilizzato le persone.

Nel caso in cui, nonostante le precauzioni, ci si ritrovi a dover lottare contro uno squalo la cosa migliore da fare è reagire in modo deciso: colpire lo squalo sul muso, per esempio, provoca un momentaneo disorientamento nell’animale che tenderà a mollare la presa dandovi così il tempo di correre fuori dall’acqua e anche se non vi trovate a riva è consigliabile continuare a colpire lo squalo sperando che desista. Nel caso in cui non sia non sia sufficiente colpire l’animale, la cosa da fare è tentare di graffiare occhi e branchie, due zone particolarmente sensibili.

L’archivio dell’ISAF comprende oggi documentazione cartacea, interviste originali, appunti, articoli, foto, audio, video e reperti autoptici. L’archivio è aperto ai ricercatori che avessero bisogno di consultarlo per i loro studi, mentre è in genere precluso al pubblico; per qualsiasi informazione è comunque possibile contattare il curatore dell’ISAF George H. Burgess all’indirizzo riportato di seguito:

George H. Burgess
Curator, International Shark Attack File
Florida Program for Shark Research
Florida Museum of Natural History
University of Florida
P O Box 117800
Gainesville, FL 32611
gburgess@flmnh.ufl.edu

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di Valeriana Ramondo 
Fonte: Florida Museum of Natural History
Tags:  statistiche florida museum of natural history ISAF attacchi squalo
Revisione: 24-03-2011

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